SCAMBIATORE DI CALORE INDUSTRIALE, COME FUNZIONA E COME MONITORARLO CON GLI ENDOSCOPI

Gli scambiatori di calore industriali rappresentano un elemento imprescindibile all’interno di uno stabilimento produttivo. Infatti, consentono di stabilire nell’ambiente di lavoro la temperatura ideale per il funzionamento degli impianti, dei macchinari e dei processi produttivi stessi. Ma come funzionano?

Nelle prossime righe andremo ad analizzare le modalità operative degli scambiatori, le tipologie esistenti ed i contesti industriali in cui vengono applicati. Infine, ci soffermeremo anche su come gli endoscopi industriali siano determinanti per monitorare ed effettuare una manutenzione corretta delle loro componenti.

Che cos’è uno scambiatore di calore industriale?

Iniziamo provando a fornire una definizione di scambiatore di calore industriale. Si tratta di un’apparecchiatura per trasferire energia termica tra due o più fluidi, che presentano temperature differenti. 

Questi ultimi possono essere liquidi o gassosi e, nella maggior parte delle applicazioni, sono separati da una superficie conduttiva metallica, la quale consente il passaggio di calore tra i fluidi, ma evita la loro miscelazione.

Come funziona uno scambiatore di calore industriale?

Il funzionamento di uno scambiatore di calore industriale si basa sul trasferimento di calore tra un fluido caldo e un fluido freddo. Il primo cede energia termica, mentre il secondo la assorbe.

I due elementi vengono definiti fluido primario e fluido secondario. Qual è la differenza? Il primario è il fluido che viene utilizzato nel processo produttivo, mentre il secondario è quello che ha il compito di sottrarre o fornire calore per essere riscaldato o raffreddato a seconda dell’applicazione.

Il trasferimento termico avviene principalmente attraverso due fenomeni: conduzione e convezione.

La prima riguarda il passaggio del calore attraverso la parete che separa i fluidi. Non a caso, le superfici di scambio vengono realizzate con materiali capaci di condurre efficacemente l’energia termica.

La convezione, invece, riguarda il movimento del calore tra il fluido in scorrimento e la superficie dello scambiatore. Quando i fluidi attraversano i canali, i tubi o le piastre, cedono o assorbono calore lungo il percorso.

Le diverse modalità di funzionamento degli scambiatori

Gli scambiatori industriali possono lavorare con diverse combinazioni di fluidi. Le modalità più comuni sono:

  • aria-aria;
  • aria-acqua;
  • acqua-acqua.

Scambiatori aria-aria

Negli scambiatori aria-aria, il trasferimento di calore avviene tra due flussi d’aria separati. Questi non si mescolano, ma scorrono lungo percorsi distinti divisi da superfici conduttive che consentono il passaggio dell’energia termica.

La modalità aria-aria è frequente nei sistemi di ventilazione. Un esempio tipico è il recupero del calore dall’aria espulsa da un ambiente industriale: prima di essere evacuata, l’aria calda può cedere parte della propria energia termica a quella esterna in ingresso. In questo modo l’impianto riduce il fabbisogno energetico necessario per portare l’aria nuova alla temperatura desiderata.

Scambio aria-acqua

Negli scambiatori aria-acqua, il calore viene trasferito tra un flusso d’aria e un circuito idraulico. In base all’applicazione, l’acqua può cedere calore all’aria oppure assorbirlo.

Questa configurazione è molto diffusa negli impianti di climatizzazione industriale. Nel riscaldamento, l’acqua calda proveniente da un circuito termico trasferisce energia all’aria che attraversa lo scambiatore. L’aria riscaldata può poi essere distribuita nell’ambiente o utilizzata in un processo. 

Nel raffreddamento, invece, il passaggio avviene in senso opposto: l’aria cede calore all’acqua, che lo trasporta verso un’altra sezione dell’impianto.

Scambio acqua-acqua

Negli scambiatori acqua-acqua, il trasferimento termico avviene tra due circuiti liquidi separati. I fluidi scorrono in sezioni distinte dello scambiatore e ancora una volta il calore passa da un circuito all’altro attraverso superfici metalliche.

Questa soluzione è molto utilizzata nei processi produttivi in cui occorre riscaldare o raffreddare un liquido senza metterlo a contatto diretto con il fluido di servizio. La separazione dei circuiti permette di evitare contaminazioni, preservare le caratteristiche del fluido trattato e controllare con precisione la temperatura di processo.

Uno scambiatore acqua-acqua può essere impiegato, ad esempio, per sottrarre calore a un fluido caldo di processo tramite un circuito d’acqua più freddo, oppure per trasferire calore da un circuito caldo a un liquido che deve essere preriscaldato. Il principio resta sempre lo stesso: un fluido cede energia termica, l’altro la assorbe, senza miscelarsi.

A cosa serve uno scambiatore di calore industriale?

Osservando il funzionamento degli scambiatori di calore industriale nei precedenti paragrafi, abbiamo già in parte notato che possono assolvere a diverse funzioni. Quali sono le più comuni?

Gli scambiatori vengono utilizzati per:

  • regolare la temperatura dei fluidi di processo; 
  • riscaldare o raffreddare aria, acqua e liquidi industriali; 
  • recuperare calore che altrimenti verrebbe disperso; 
  • migliorare l’efficienza energetica dell’impianto; 
  • supportare sistemi HVAC e di trattamento aria; 
  • integrare generatori d’aria calda, caldaie e pompe di calore; 
  • contribuire alla stabilità e alla continuità produttiva. 

Il loro utilizzo è particolarmente importante quando una lavorazione deve avvenire entro intervalli termici precisi. Infatti, temperature troppo alte o troppo basse possono compromettere il rendimento dell’impianto, la qualità del prodotto o la sicurezza del processo.

Quali sono le principali tipologie di scambiatore di calore industriali?

Gli scambiatori di calore industriali non si differenziano solo per il loro funzionamento, ma anche per la struttura ed i componenti che li caratterizzano. Diamo un’occhiata alle conformazioni più diffuse.

Scambiatori di calore a piastre

Gli scambiatori a piastre sono formati da una serie di piastre metalliche accoppiate. I fluidi scorrono in canali alternati, separati dalle piastre stesse. Tale struttura permette di creare un’ampia superficie di scambio in uno spazio compatto.

Sono apprezzati per il buon rendimento termico e per l’ingombro ridotto. Possono essere realizzati con guarnizioni oppure in versione saldobrasata. Le soluzioni con guarnizioni facilitano l’ispezione e la pulizia, mentre quelle saldobrasate offrono una struttura più compatta.

Scambiatori a fascio tubiero e mantello

Gli scambiatori a fascio tubiero e mantello sono tra i più utilizzati negli ambiti industriali. Sono costituiti da un insieme di tubi inseriti all’interno di un involucro esterno, chiamato mantello. Un fluido scorre nei tubi, mentre l’altro passa nello spazio compreso tra il fascio tubiero e il mantello.

Questa configurazione è adatta a grandi volumi con pressioni elevate. Non a caso vengono impiegati in settori particolarmente impegnativi, come quello chimico, petrolchimico ed energetico.

Scambiatori a serpentino o tubi alettati

Gli scambiatori a serpentino o a tubi alettati sono utilizzati soprattutto quando lo scambio avviene tra un fluido interno e un flusso esterno, spesso aria. Il tubo disposto a serpentina consente di sviluppare una lunghezza significativa in uno spazio contenuto.

Le alette metalliche aumentano la superficie disponibile per il trasferimento del calore e migliorano il contatto termico con l’aria. Questi modelli sono molto utilizzati per gli impianti HVAC e di riscaldamento industriale.

Scambiatori di calore a spirale

Gli scambiatori a spirale sono realizzati con lamine metalliche avvolte in modo da formare canali separati per il passaggio dei fluidi. La geometria a spirale crea un percorso continuo, utile soprattutto quando i fluidi sono densi o contengono particelle solide.

Questa configurazione è pensata per ridurre il rischio di intasamento e può favorire l’autosvuotamento. Per questo motivo viene impiegata in applicazioni dove fluidi più complessi potrebbero creare problemi in passaggi stretti o strutture più soggette a ostruzioni.

Dove vengono utilizzati gli scambiatori di calore industriali?

Gli scambiatori di calore industriali trovano applicazione in quasi tutti i settori. Ad esempio, nell’industria chimica e petrolchimica servono a controllare la temperatura dei fluidi di processo e a supportare lavorazioni che richiedono condizioni termiche precise.

Nelle centrali elettriche e negli impianti termici sono sfruttati per trasferire e recuperare energia: la loro presenza migliora il rendimento complessivo del sistema.

Nel settore alimentare e delle bevande consentono di riscaldare o raffreddare prodotti per preservare la loro qualità e sicurezza. Anche nell’industria farmaceutica vengono utilizzati in ambienti in cui è fondamentale avere un controllo termico preciso e accurato.

Infine, uno degli ambiti in cui gli scambiatori di calore industriali trovano maggior applicazione è l’HVAC. Qui, aiutano a gestire grandi volumi d’aria per riscaldare e raffreddare i capannoni.

Monitorare lo stato degli scambiatori con gli endoscopi industriali

Nei condotti, così come nei giunti di saldatura, degli scambiatori di calore industriali possono accumularsi residui di processo, in grado di dar vita ad incrostazioni. Al tempo stesso, si possono verificare fenomeni di corrosione e di pitting. Di conseguenza, per evitare danni più gravi all’impianto, è importante rilevare le anomalie nel minor tempo possibile.

Gli endoscopi industriali vengono utilizzati per accedere visivamente alle parti interne dello scambiatore senza ricorrere a smontaggi estesi. La sonda viene introdotta nei tubi o nelle aree accessibili dell’apparecchiatura e consente al tecnico di osservare in tempo reale lo stato delle superfici interne, documentando con immagini e video eventuali problematiche.

L’impiego delle sonde risulta particolarmente utile negli scambiatori a fascio tubiero, dove il controllo visivo dei tubi permette di individuare ostruzioni, depositi localizzati e corrosione. Attraverso l’applicazione degli endoscopi si possono prendere decisioni più rapide come:

  • stabilire se lo scambiatore di calore industriale necessita un lavaggio;
  • se un tubo deve essere sostituito;
  • se è necessario ricorrere dopo l’ispezione ad ulteriori controlli non distruttivi.

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