SERBATOI DI STOCCAGGIO, COSA SONO E COME ISPEZIONARLI CON GLI ENDOSCOPI INDUSTRIALI

In un impianto industriale i serbatoi di stoccaggio svolgono una funzione essenziale: conservare e rendere disponibili nel tempo tutte quelle sostanze che verranno utilizzate nelle varie attività operative di un contesto produttivo.

Al loro interno possono contenere:

  • gas compressi:
  • acqua;
  • carburanti;
  • prodotti chimici;
  • fluidi organici e non organici.

Nelle prossime righe osserveremo da vicino tutte le loro funzioni ed i loro ambiti di applicazione. Infine, ci soffermeremo anche su quanto gli endoscopi industriali possono essere utili per monitorare il loro “stato di salute”.

Che cosa sono i serbatoi di stoccaggio?

Come abbiamo già accennato, i serbatoi di stoccaggio possono ospitare sostanze molto diverse tra loro. Allo stesso modo, anche la loro configurazione varia a seconda delle esigenze. Infatti, possono essere a forma cilindrica o sferica, e con volumi che variano a seconda delle necessità d’impiego e allo spazio disponibile in azienda.

La loro versatilità li rende adatti ad ogni contesto industriale. Non a caso, vengono utilizzati nei settori più disparati:

  • manifatturiero;
  • agricolo;
  • chimico;
  • farmaceutico;
  • alimentare.

In ognuno degli ambiti appena elencati cambiano le esigenze di stoccaggio, in quanto variano i prodotti da custodire, così come le condizioni di esercizio e di monitoraggio. Al tempo stesso, a secondo del materiale contenuto, muta anche la composizione del serbatoio stesso.

A cosa servono i serbatoi industriali?

La finalità principale di un serbatoio di stoccaggio è contenere e conservare una sostanza nelle condizioni richieste dal suo utilizzo. In ambito industriale, la loro presenza assume un valore strategico, in quanto consente di disporre in loco di riserve di sostanze utili allo svolgimento dei processi industriali e di evitare così interruzioni.

Prendiamo uno dei casi più rappresentativi, ovvero quello del carburante. Avere presso uno stabilimento un serbatoio di stoccaggio permette di non dover dipendere costantemente da fonti esterne per il funzionamento dei macchinari e degli altri mezzi operativi. Tutto ciò si traduce in meno spostamenti, meno perdite di tempo e maggiore autonomia operativa.

Tuttavia, le funzioni dei serbatoi di stoccaggio non si limitano alla logistica. In molti casi, il loro compito è anche quello di custodire sostanze pericolose, le quali devono essere costantemente monitorate e conservate secondo metodologie precise. Per questo motivo non vanno intesi semplicemente come spazi in cui conservare delle sostanze, ma come veri e propri componenti strategici per un’attività industriale.

Quali sono le principali tipologie di serbatoi di stoccaggio?

Nei paragrafi precedenti abbiamo osservato come il punto di forza dei serbatoi di stoccaggio sia proprio la versatilità. Per adattarli ai vari contesti operativi nel corso del tempo hanno assunto diverse configurazioni pensate per soddisfare le diverse esigenze produttive. Quindi, quali sono le principali tipologie di serbatoi industriali?

Serbatoi fuori terra

I serbatoi fuori terra sono spesso scelti per ragioni pratiche. Uno dei vantaggi principali riguarda il costo di installazione, che in genere risulta più contenuto rispetto a soluzioni interrate. A questo si aggiunge una gestione più semplice sotto diversi punti di vista.

Essendo visibili e facilmente raggiungibili, consentono controlli più immediati. Tale configurazione è particolarmente utile quando il serbatoio ospita sostanze pericolose, come carburanti e prodotti chimici. La loro accessibilità offre l’opportunità di pianificare facilmente le attività di manutenzione e, soprattutto, di rilevare in tempi rapidi eventuali perdite o punti di debolezza strutturale.

Serbatoi interrati

Il punto di forza principale dei serbatoi interrati è l’ottimizzazione dello spazio. Collocare il contenitore sottoterra significa liberare superficie utile e destinare l’area esterna ad altre attività. In contesti in cui l’ingombro deve essere ridotto al minimo, questa scelta risulta particolarmente vantaggiosa.

Tuttavia, un serbatoio interrato, proprio perché non è direttamente visibile, non può essere ispezionato con la stessa immediatezza di un modello fuori terra. Il controllo visivo è più limitato e questo rende ancora più importante il ricorso a strumenti di monitoraggio specifici, come gli endoscopi industriali.

Serbatoi trasportabili

Esistono poi serbatoi installati su camion o rimorchi, pensati per il trasporto delle sostanze e per un utilizzo mobile. In questi casi, il contenitore non svolge solo una funzione di conservazione, ma anche di movimentazione del prodotto.

Quali sono i materiali più usati?

Dopo aver analizzato le diverse conformazioni, passiamo ai materiali più utilizzati per la costruzione dei serbatoi di stoccaggio. Quali sono?

Serbatoi in acciaio

L’acciaio, anche nella versione zincata, è tra i materiali più comuni nella realizzazione dei serbatoi industriali. Viene impiegato per contenere prodotti chimici, petrolio greggio, gas, ma anche alimenti e bevande. La sua diffusione è legata alla versatilità e all’ampiezza dei contesti applicativi in cui può essere utilizzato.

Serbatoi in acciaio inox

L’acciaio inox è apprezzato per la sua resistenza alla corrosione. Trova applicazione nello stoccaggio di acqua, latte, succhi, vino, oltre che in ambito chimico e farmaceutico. È quindi particolarmente adatto laddove è richiesta una particolare resistenza agli agenti corrosivi.

Serbatoi in cemento

Il cemento è un materiale robusto e durevole. Viene utilizzato per lo stoccaggio di acqua, acque reflue, prodotti chimici e liquidi infiammabili. La sua presenza in questi ambiti è legata alla capacità di offrire solidità strutturale e resistenza nel tempo.

Serbatoi in vetroresina

La vetroresina è una soluzione apprezzata per la conservazione di prodotti chimici e oli. Risulta un materiale particolarmente adatto grazie alla sua elevata resistenza alla corrosione, caratteristica che contraddistingue le sostanze appena citate.

La scelta del materiale deve essere coerente con la sostanza da conservare. Dalla compatibilità tra questi due elementi non dipende solo l’efficacia dello stoccaggio, ma anche la durata del serbatoio e il tipo di problematiche che possono svilupparsi nel tempo.

Quali sono i danni più comuni nei serbatoi industriali?

Le sostanze contenute dai serbatoi presentano caratteristiche che mettano a dura prova l’integrità degli involucri nel corso del tempo. Quali sono le problematiche che si riscontrano più frequentemente?

Nei serbatoi in acciaio osserviamo molto spesso problemi di corrosione, ruggine e crepe da fatica. La prima può verificarsi quando acqua o mezzi acidi entrano in contatto con il serbatoio in seguito al danneggiamento del rivestimento protettivo interno. Quando questa membrana non è più efficace, la struttura si espone maggiormente al deterioramento.

La ruggine invece può comparire in corrispondenza di fissaggi e saldature. Le crepe da fatica, invece, possono svilupparsi in relazione al carico statico e interessare in particolare le zone vicine ai giunti saldati.

Passando invece ai serbatoi in acciaio inox uno dei danni più comuni è la cosiddetta vaiolatura, ovvero un fenomeno di corrosione provocato da sostanze acide contenenti cloruri: si sviluppa inizialmente attraverso macchie superficiali, che successivamente si tramutano in piccoli fori.

Anche i serbatoi in cemento possono incorrere in diverse problematiche: le armature sono soggette a crepe e si degradano anche a causa degli agenti atmosferici. Le prime compaiono quando il calcestruzzo non ha subito un’asciugatura corretta oppure quando il serbatoio è stato sottoposto a sovraccarichi. 

La corrosione delle armature, invece, dipende dalla penetrazione nelle armature di sostanze capaci di sciogliere i leganti del cemento stesso, come le già citate sostanze contenenti cloruri.

Infine, per la vetroresina, le problematiche più ricorrenti riguardano crepe e danni causati da sollecitazioni meccaniche, sovraccarichi, condizioni atmosferiche, reazioni chimiche e invecchiamento del materiale.

Monitorare i serbatoi di stoccaggio con gli endoscopi industriali

Per evitare di incorrere in tutte queste problematiche appena elencate è necessario effettuare periodicamente delle ispezioni sugli involucri dei serbatoi di stoccaggio. A tal fine, gli endoscopi industriali si rivelano dei formidabili alleati.

Le sonde endoscopiche permettono di osservare zone difficili da raggiungere, verificando la presenza di corrosione, cricche, perdite, assottigliamenti delle pareti, residui o difetti localizzati

Oltre alla possibilità di ispezionare aree difficili da monitorare, come ad esempio i componenti dei serbatoi interrati, gli endoscopi industriali contribuiscono ad una maggiore sicurezza per gli operatori. Infatti, riducono la loro esposizione a sostanze pericolose. Questo aspetto assume particolare rilevanza quando si opera in aree con atmosfere potenzialmente esplosive.

Inoltre, immagini e video raccolti durante l’ispezione possono essere archiviati e confrontati nel tempo. Così facendo, si può costruire uno storico utile alla manutenzione preventiva e alla valutazione dell’evoluzione dei difetti.

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