BLOCCHI OLEODINAMICI, COSA SONO E MANUTENZIONE CON ENDOSCOPI INDUSTRIALI

Gli impianti oleodinamici rappresentano indubbiamente delle strutture articolate e complesse. Così come all’interno di un sistema elettrico la gestione passa dal quadro di controllo, anche in questo caso esistono strumenti in grado di controllare i fluidi idraulici nel loro insieme: stiamo parlando dei blocchi oleodinamici.

Detti anche manifold o masselli, i blocchi vengono utilizzati in numerosi contesti industriali, dalle attività di lavorazione dei metalli fino a quelle di perforazione e estrazione. Nelle prossime righe osserveremo nel dettaglio il loro funzionamento e ci soffermeremo su tutti i vantaggi che si possono ottenere attraverso la loro applicazione. Dedicheremo uno spazio anche all’utilizzo degli endoscopi industriali per la manutenzione dei blocchi oleodinamici.

Che cosa sono i blocchi oleodinamici?

I blocchi oleodinamici possiamo definirli come dei componenti strategici per la progettazione e gestione di impianti oleodinamici avanzati. Infatti, essi permettono di centralizzare in un’unica struttura compatta e robusta tutta la distribuzione e il controllo del fluido idraulico in un circuito. 

Rappresentano un notevole vantaggio in termini di spazio ed efficienza: sostituiscono sistemi complessi  di grandi dimensioni contraddistinti da numerose tubazioni, raccordi e valvole distribuite.

Nella pratica sono caratterizzati da una struttura metallica all’interno della quale vengono ricavati, tramite lavorazioni meccaniche di precisione, percorsi e cavità che andranno a costituire il circuito idraulico. All’interno del blocco oleodinamico vengono installate diverse tipologie di valvole e accessori che permettono il controllo completo del fluido idraulico, dalla direzione alla portata, fino alla pressione.

Quali sono i componenti di un blocco oleodinamico?

I blocchi oleodinamici sono personalizzabili in base alle esigenze degli stabilimenti in cui verranno installati. Tuttavia, gli elementi principali restano i medesimi in ogni modello: ecco quali sono.

Corpo del blocco

Il corpo rappresenta l’elemento fisico principale del blocco oleodinamico, ed è realizzato da un massello di metallo lavorato. Al suo interno vengono ricavati, tramite forature, alesature e fresature eseguite con macchine CNC ad alta precisione, i canali che convogliefrranno l’olio idraulico. 

Può avere dimensioni molto contenute (pochi centimetri) o raggiungere misure imponenti (fino a 3 metri di lunghezza e oltre 12 tonnellate di peso) a seconda delle esigenze applicative. La forma è generalmente parallelepipeda, ma può essere sagomata per adattarsi agli spazi disponibili all’interno delle macchine o agli ingombri predefiniti del layout impiantistico.

Valvole

Uno degli aspetti che distingue i blocchi oleodinamici da semplici collettori è la possibilità di integrare al loro interno una vasta gamma di valvole. Queste regolano i parametri fondamentali del fluido, ovvero la direzione, la portata e la pressione.

Le valvole più comunemente utilizzate includono:

  • valvole CETOP (standard): montate direttamente sul blocco tramite interfacce standardizzate;
  • valvole a cartuccia: vengono inserite direttamente nei fori del corpo blocco consentendo di personalizzare la disposizione interna;
  • valvole logiche: sono utilizzate nei sistemi avanzati dove è richiesto un comportamento dinamico complesso e un controllo di processo evoluto.
  • valvole proporzionali: offrono la possibilità di modulare la risposta del sistema in modo continuo, in funzione di segnali analogici o digitali.

La disposizione delle valvole segue uno schema progettuale preciso, studiato per ridurre al minimo la lunghezza dei canali e migliorare la reattività del sistema.

Connessioni idrauliche

Il blocco oleodinamico funge da nodo centrale di un sistema idraulico e, come tale, è dotato di una serie di porte di collegamento verso l’esterno. Le connessioni possono essere di diverso tipo:

  • attacchi filettati (BSP, NPT, SAE): standard per il collegamento con tubazioni rigide o flessibili,
  • flange secondo norme ISO o DIN: usate soprattutto in impianti di grandi dimensioni o dove è richiesta una tenuta elevata;
  • connessioni CETOP: per l’interfacciamento rapido con valvole modulari.

Sistemi di tenuta

Per garantire la tenuta del fluido il blocco oleodinamico include numerosi sistemi di guarnizione. Le tenute vengono collocate in corrispondenza delle sedi valvole, dei tappi e delle connessioni esterne.

I materiali utilizzati per le guarnizioni variano in base al tipo di fluido, alla temperatura operativa e alla pressione di esercizio: si va dal NBR (nitrile) all’FKM (Viton), fino a materiali speciali per alte temperature o ambienti aggressivi.

Accessori

Tra i punti di forza dei blocchi oleodinamici c’è la possibilità di integrare strumenti di monitoraggio e sicurezza. Gli accessori più comuni sono:

  • pressostati: per monitorare soglie di pressione e attivare allarmi o cicli automatici;
  • trasduttori di pressione e temperatura: per il controllo in tempo reale dei parametri del fluido;
  • manometri analogici o digitali: utili per l’ispezione visiva rapida;
  • accumulatori di pressione: per compensare le variazioni di portata o assorbire i picchi di pressione.

Tappi per l’ispezione

I tappi di ispezione servono per facilitare la pulizia interna, la verifica dei canali e la sostituzione delle valvole. Permettono un accesso diretto ai condotti interni senza dover smontare l’intero impianto ed è proprio in queste cavità che vengono inseriti anche gli endoscopi industriali per le varie ispezioni.

Come funzionano i manifold?

Il funzionamento dei manifold si basa sul principio della centralizzazione del controllo del fluido. L’olio, pompato nel sistema, entra nel blocco e viene indirizzato tramite le valvole verso le varie linee di lavoro. Le valvole possono regolare:

  • la pressione, evitando sovraccarichi;
  • la portata, determinando la velocità degli attuatori;
  • la direzione del flusso, invertendo il movimento meccanico.

Il blocco può controllare contemporaneamente più attuatori o funzioni, rendendo il sistema estremamente efficiente e preciso, anche nelle applicazioni più complesse.

Quali sono i vantaggi dei blocchi oleodinamici?

Abbiamo già osservato come i blocchi oleodinamici racchiudano in un unico elemento numerose funzionalità che, in alternativa, richiederebbero una rete estesa di tubazioni, valvole distribuite, staffaggi e raccordi.

Proviamo quindi, a stilare una lista di tutti i vantaggi offerti dai cosiddetti manifold.

Ottimizzazione dello spazio

Uno dei benefici più evidenti è la possibilità di concentrare molteplici funzioni in un solo corpo compatto, riducendo drasticamente l’occupazione di spazio. Tutto ciò, è un plus essenziale nelle applicazioni su veicoli speciali e macchine movimento terra, dove gli spazi a disposizione sono limitati. Come già sottolineato, utilizzando un blocco oleodinamico, si eliminano decine di tubazioni e raccordi.

Meno perdite

Ogni raccordo in un circuito idraulico rappresenta un potenziale punto debole. Le connessioni tradizionali (tubi, flange, giunti) sono esposte a fenomeni di allentamento e di conseguenza a perdite.

In un blocco oleodinamico, invece, la gran parte delle interconnessioni avviene all’interno di canali ricavati meccanicamente nel metallo. Tutto ciò riduce al minimo le possibilità di trafilamento d’olio, contribuendo sia a una maggiore affidabilità del sistema, sia alla tutela ambientale. 

Semplificazione dell’impianto

Progettare un impianto con molte tubazioni comporta un lavoro meticoloso in fase di assemblaggio. Infatti, gli errori in fase di cablaggio oleodinamico sono una delle cause più comuni di malfunzionamenti e fermi macchina.

Con i blocchi oleodinamici, invece, le connessioni sono predefinite e già integrate nel corpo del blocco. Il montaggio diventa così molto più semplice e veloce.

Efficienza fluidodinamica

I blocchi oleodinamici sono progettati per garantire percorsi interni del fluido ottimizzati privi di curve strette, strozzature o perdite di carico inutili. Il flusso sarà più regolare e prevedibile, quindi anche meno soggetto a turbolenze.

C’è anche un aspetto economico: l’efficienza fluidodinamica offerta dal blocco si traduce anche in minori consumi energetici, in quanto il sistema lavora in modo più bilanciato.

Ispezione e manutenzione con gli endoscopi industriali

Qualche paragrafo fa, abbiamo evidenziato come i tappi per l’ispezione dei blocchi oleodinamici, sono utilissimi anche per introdurre gli endoscopi industriali e procedere all’ispezione dei componenti interni. Le sonde controllano i canali del blocco senza interrompere la struttura meccanica.

L’endoscopio individua facilmente anomalie come bave di lavorazione, residui di materiale, graffi o danni superficiali derivanti da processi di foratura e fresatura. Tali imperfezioni, se non identificate, possono trasformarsi in contaminanti per il fluido oleodinamico o causare malfunzionamenti del sistema.

L’uso dell’endoscopia industriale si estende anche alla manutenzione predittiva e diagnostica dei blocchi in servizio: grazie alla possibilità di ispezionare senza smontare, i tecnici possono valutare usura, corrosione o microdanni all’interno dei passaggi e prendere decisioni mirate su interventi manutentivi. 

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