PERCHÉ FARE MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI OLEODINAMICI CON L’ENDOSCOPIA?

Gli impianti oleodinamici permettono il funzionamento di numerosi macchinari industriali: ecco come funzionano e perché ispezionarli con gli endoscopi

Gli impianti oleodinamici sono i sistemi alla base di tantissime applicazioni industriali, come ad esempio i macchinari per il sollevamento. Ma come funzionano? E perché ispezionarli con gli endoscopi si rivela un’ottima soluzione?

Nei prossimi paragrafi ci tufferemo nel mondo dell’oleodinamica per capire i meccanismi alla base di questa tecnologia e svelare il suo funzionamento, ma non solo: ci soffermeremo anche sull’importanza della manutenzione dei sistemi oleodinamici e su quanto l’endoscopia abbia semplificato le ispezioni dei loro componenti

I controlli preventivi, infatti, è bene ricordarlo, azzerano le possibilità che si verifichino guasti improvvisi: in questo campo, l’endoscopia si dimostra un’alleata in termini di tempi e costi.

L’uso degli endoscopi e videoscopi per le ispezioni degli impianti oleodinamici, infatti, riduce i tempi di fermo macchina e i costi di manutenzione, perché consente di effettuare controlli su pompe, valvole, cilindri, pistoni, serbatoi e tubazioni senza bisogno di dover smontare le macchine.

Come funziona un impianto oleodinamico?

Semplificando, possiamo dire che un impianto oleodinamico sfrutta la pressione generata da un fluido, che trasforma in energia idraulica.

Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta dell’oleodinamica, però, provando a fornire una definizione di tale disciplina. Partiamo dalla sua etimologia: il termine deriva dal greco “élaion” (olio) e “dynamikós” (forza e movimento).

Il principio alla base dell’oleodinamica si fonda sullincomprimibilità dei liquidi. Secondo la legge di Pascal, effettuando una pressione su un fluido si genera energia idraulica, la quale verrà trasmessa inalterata in tutte le direzioni del fluido stesso e su tutte le superfici del suo contenitore.

Di conseguenza, la pressione generata da una pompa oleodinamica viene distribuita uniformemente in un circuito idraulico, permettendo di muovere cilindri o pistoni con forza costante e uniforme.

Quali sono le componenti di un impianto oleodinamico?

Per capire meglio come viene applicato il principio appena descritto esaminiamo nel dettaglio le componenti che caratterizzano gli impianti oleodinamici e che lavorano in sinergia per garantire il corretto funzionamento del sistema:

  • Pompa idraulica: è il cuore del sistema. Trasforma l’energia meccanica in energia idraulica, garantendo il movimento del fluido all’interno del circuito. Le principali tipologie includono pompe a ingranaggi, a pistoni e a palette, che si differenziano per efficienza e pressione operativa;
  • Valvole: controllano il flusso e la pressione del fluido, garantendo sicurezza e direzionamento corretto. Tra le più importanti ci sono le valvole di sicurezza, che proteggono da sovrappressioni, e le valvole di controllo, che regolano il movimento dei cilindri;
  • Tubi e raccordi: conducono il fluido attraverso il sistema, mantenendo la pressione necessaria e prevenendo perdite;
  • Cilindri idraulici: convertono la pressione del fluido in energia meccanica. Possono essere a semplice effetto (movimento in una sola direzione) o a doppio effetto (movimento bidirezionale);
  • Fluido oleodinamico: l’olio idraulico garantisce il trasferimento di energia, la lubrificazione dei componenti e la dissipazione del calore.

Il funzionamento del sistema oleodinamico

Il funzionamento di un impianto oleodinamico segue un ciclo ben definito. La pompa aspira l’olio dal serbatoio e lo spinge attraverso il sistema, generando una pressione elevata. Questa viene regolata e direzionata dalle valvole verso i cilindri o i pistoni, che trasformano l’energia del fluido in energia meccanica.

Ad esempio, in un macchinario per il sollevamento, il cilindro idraulico spinge un pistone per sollevare un carico. Una volta completata l’operazione, il fluido ritorna al serbatoio attraverso un circuito di ritorno ed è poi nuovamente pronto per essere riutilizzato.

L’andamento ciclico del sistema oleodinamico consente di ottenere movimenti potenti e precisi caratterizzati un’efficienza straordinaria.

Dove viene applicata l’oleodinamica?

Gli impianti oleodinamici rappresentano una costante in numerosi contesti industriali. Ad esempio, sono alla base del funzionamento delle presse idrauliche, banchi prova e sistemi di sollevamento per carichi pesanti. Nell’ambito delle costruzioni alimentano invece macchinari come escavatori, gru e bulldozer.

Anche in agricoltura l’oleodinamica assicura l’efficienza di trattori, mietitrebbie e altri macchinari. Infine, nel settore automobilistico, l’oleodinamica rappresenta l’aspetto principale di sistemi come i freni, i servosterzi e le sospensioni attive.

La vasta applicazione degli impianti oleodinamici è dovuta in particolar modo alla loro versatilità. La capacità di generare forze elevate con componenti relativamente compatti li rende ideali per applicazioni in spazi ridotti. Inoltre, la regolazione precisa del fluido permette di ottenere movimenti estremamente controllati, indispensabili per operazioni delicate o complesse.

Un ulteriore vantaggio è rappresentato dall’utilizzo dell’olio idraulico, che svolge una doppia funzione: riduce l’usura dei componenti grazie alle sue proprietà lubrificanti e previene il surriscaldamento dissipando il calore. Tutto ciò si traduce in una maggior durata del sistema ed in minori costi di manutenzione.

Come fare manutenzione per gli impianti oleodinamici?

Per garantire una lunga vita ad un impianto oleodinamico non si può trascurare l’attività di manutenzione preventiva. Questa va pianificata con regolarità tenendo sempre bene a mente le indicazioni del produttore dell’impianto e le sue caratteristiche.

Ma quali sono i principali interventi di manutenzione da effettuare su un impianto oleodinamico?

1. Controllo dei livelli e della qualità dell’olio

L’olio può essere definito come la linfa vitale di un impianto oleodinamico. Le analisi preventive permettono di rilevare precocemente segni di degradazione, evitando che l’intera efficienza del circuito venga compromessa.

Durante il periodo estivo, con l’aumento delle temperature, va prestata particolare attenzione a fenomeni di evaporazione e ossidazione. Di conseguenza, è necessario periodicamente:

  • Verificare il livello dell’olio nel serbatoio e rabboccarlo solo con prodotti idonei e puliti;
  • Controllare la viscosità, per assicurarsi che il fluido mantenga le giuste proprietà lubrificanti;
  • Eseguire analisi per individuare contaminanti, come acqua, particolato o residui metallici, in grado di danneggiare pompe e valvole.

2. Manutenzione e sostituzione dei filtri

Tra le operazioni di manutenzione di un impianto oleodinamico troviamo anche il controllo dei filtri.  Questi componenti sono fondamentali per mantenere il fluido pulito e assicurare il corretto funzionamento del circuito. 

La mancata pulizia o sostituzione può condurre all’ostruzione del filtro e a un aumento della pressione a monte con conseguenti danni per l’intero impianto. Si raccomanda quindi di:

  • Verificare lo stato dei filtri almeno una volta al mese;
  • Sostituire l’elemento filtrante se saturo;
  • Utilizzare filtri di qualità certificata.

3. Ispezione di tubazioni, guarnizioni e raccordi

Le tubazioni e i raccordi sono soggetti a stress meccanico e termico. Le alte temperature estive possono accentuare la dilatazione dei materiali dell’impianto oleodinamico, provocando crepe e perdite nei tubi, così come il deterioramento delle guarnizioni.

I controlli delle tubazioni passano dalle ispezioni visive. Per questo intervento di manutenzione degli impianti oleodinamici, l’utilizzo degli endoscopi industriali risulta un alleato formidabile: consente di rilevare anomalie senza smontare l’impianto e offre l’opportunità di programmare interventi tempestivi. 

Nei prossimi paragrafi osserveremo nel dettaglio come le sonde endoscopiche vengono applicate per la manutenzione degli impianti oleodinamici

4. Controllo della temperatura e protezione dal calore

Il surriscaldamento del circuito può alterare la viscosità dell’olio e accelerare l’usura dei componenti dell’impianto oleodinamico. Per ridurre il rischio di guasti è importante:

  • Verificare la funzionalità dei sistemi di raffreddamento integrati;
  • Proteggere l’impianto da esposizione diretta al sole, con schermature o coperture adeguate;
  • Posizionare i macchinari in ambienti ben ventilati.

5. Pulizia e sostituzioni preventive

Lo sporco, se trascurato, può trasformarsi in un elemento “killer” per un impianto oleodinamico. Infatti, residui e contaminanti possono accumularsi nei serbatoi, nei condotti e nei componenti interni, compromettendo la circolazione e la tenuta del sistema. 

È necessario programmare periodicamente:

  • La pulizia dei serbatoi e delle tubazioni;
  • La sostituzione preventiva di valvole, guarnizioni e distributori, in particolar modo a quelli più soggetti a stress.

Inoltre, si consiglia di utilizzare esclusivamente pezzi di ricambio originali, gli unici compatibili al 100% e capaci di assicurare le prestazioni indicate dalla casa di produzione.

Endoscopi e videoscopi per il controllo dei sistemi oleodinamici

L’endoscopia, grazie all’utilizzo di strumenti come gli endoscopi e i videoscopi, consente a un manutentore di eseguire controlli precisi ed accurati sugli impianti oleodinamici senza la necessità di dover smontare i componenti. L’utilizzo di questi dispositivi per le ispezioni: 

  • Riduce i tempi di fermo macchina e i costi di manutenzione; 
  • Consente di identificare danni, usura o contaminazioni prima che questi possano compromettere il sistema. 

I controlli preventivi in pratica azzerano le possibilità di guasti improvvisi. Nello specifico endoscopi e videoscopi vengono sfruttati per i controlli su:

  • Valvole e pompe: i dispositivi individuano perdite, deformazioni o segni di corrosione. Nelle pompe, gli endoscopi aiutano a verificare l’integrità delle superfici interne e a monitorare lo stato delle guarnizioni;
  • Cilindri e pistoni: i boroscopi analizzano la superficie interna dei cilindri per individuare graffi, crepe o segni di usura. Inoltre, permettono di verificare la tenuta delle guarnizioni;
  • Serbatoi e tubazioni: l’endoscopia è essenziale per controllare la presenza di contaminanti solidi o sedimenti nei serbatoi, così come per rilevare segni di usura o perdite nelle tubazioni.

Tuttavia, è importante ricordare che prima di qualunque ispezione all’interno degli impianti oleodinamici è doveroso attivare la procedura “Lock out Tag out”, ovvero un insieme di pratiche utilizzate per assicurare lo spegnimento dei sistemi al fine di garantire lo svolgimento in piena sicurezza delle operazioni di manutenzione, riparazione o pulizia.

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