A COSA SERVE L’ENDOSCOPIO IN EDILIZIA?
- 11 Agosto 2020
- Posted by: fiber-admin
- Categoria: FiberOpticItalia
L’endoscopio in edilizia consente di valutare la stratigrafia dei materiali utilizzati nelle costruzioni definendo il loro livello di sicurezza
Uno dei settori in cui l’uso dell’endoscopio contribuisce in modo particolare ai processi di analisi è quello delle costruzioni.
Ma a cosa serve un endoscopio in edilizia? Permette di indagare sullo stato di salute delle murature, consentendo ai tecnici di valutare la stabilità, lo stato di usura e molti altri aspetti dei materiali usati nella realizzazione di un edificio. Attraverso l’uso di questo strumento ottico, infatti, è possibile analizzare le cavità interne di apparecchiature e materiali.
Andiamo ad osservare da vicino come viene utilizzato un endoscopio per il settore edile e quali risultati consente di ottenere.
Come funziona l’indagine endoscopica in edilizia?
L’indagine endoscopica in edilizia è un tipo di controllo non distruttivo che permette di non demolire alcuna struttura per analizzare i materiali.
L’endoscopio viene inserito in cavità già presenti oppure aprendo un piccolo foro del diametro di pochi centimetri, all’interno del quale verrà fatto passare poi lo strumento ottico. Attraverso le sonde è possibile effettuare indagini endoscopiche delle murature e analizzare le diverse tipologie di muratura presenti, così come lo stato delle strutture portanti.
L’analisi endoscopica delle murature è inserita anche tra le prove previste dalla Circolare N. 633/STC del 03/12/2019, rilasciata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, per quanto riguarda i controlli sui materiali utilizzati in strutture e costruzioni già esistenti.
Come si utilizza l’endoscopio in edilizia?
L’endoscopio per l’edilizia viene usato in questo modo dai tecnici che eseguiranno le prove sulla muratura. Ecco i passaggi principali:
- Asportazione dell’intonaco: l’intonaco, ovvero lo strato di malta che ricopre la muratura, rappresenta una costante nelle costruzioni ultimate. Per poter procedere con l’indagine endoscopica sulla muratura è importante rimuovere una piccola parte di questa superficie, anche semplicemente forandola con un trapano;
- Perforazione: il trapano consente di perforare l’intonaco e di proseguire con la punta verso la muratura da analizzare. Quest’ultima ha solitamente un diametro compreso tra i 5 ed i 30 millimetri;
- Pulizia della cavità: una volta eseguito il foro, è necessario rimuovere la polvere ed i vari detriti presenti nella cavità che ospiterà l’endoscopio;
- Introduzione dell’endoscopio: a questo punto lo strumento, che registrerà le immagini, viene inserito lentamente nel foro. L’endoscopio sarà inserito ed estratto più volte finché non si otterranno tutte le immagini necessarie per redigere una valutazione accurata dello stato del materiale.
Cosa si può analizzare con un endoscopio in edilizia?
L’endoscopia edilizia permette di studiare la sicurezza di monumenti e case e di individuare tempestivamente crepe e segnali di cedimento strutturale.
L’endoscopio in edilizia fornisce dati precisi sulla stratigrafia della muratura (l’insieme dei materiali che compongono il muro esterno). I tecnici redigono una scheda che valuta nello specifico la qualità dei materiali attraversati, la morfologia ed il loro stato di conservazione.
I dati raccolti tramite l’endoscopia professionale sono fondamentali in campo edile per effettuare valutazioni di vulnerabilità sismica e diagnosi energetica. Le informazioni ottenute, infatti, sono di vitale importanza per delineare i comportamenti reali dei materiali in caso di sollecitazioni di un certo spessore, ad esempio quelle di un terremoto.
Al tempo stesso, i risultati forniti dall’endoscopio nell’edilizia ci possono offrire un quadro dei possibili consumi dell’edificio. L’indagine endoscopica analizza il cosiddetto “involucro edilizio opaco”, che comprende i cosiddetti “elementi non trasparenti”, ovvero le pareti, le strutture orizzontali e le coperture.
L’analisi stabilisce con precisione il livello di trasmittanza termica (quantità di calore che passa da un ambiente riscaldato ad un ambiente freddo attraverso una data superficie): un indicatore essenziale per la redazione dell’APE (attestato di prestazione energetica) e la stesura della relazione energetica richiesta dagli enti competenti in caso di ristrutturazioni ed ampliamenti volumetrici.
Quali vantaggi offre un endoscopio flessibile a fibre ottiche in edilizia?
L’endoscopio flessibile a fibre ottiche rappresenta indubbiamente un’evoluzione tecnologica rispetto ai classici strumenti standard e offre molti vantaggi per l’edilizia.
- Si contraddistingue per la sua snodabilità e la capacità di allungarsi, caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto per muoversi dentro cavità complesse e difficili da raggiungere;
- Il suo punto di forza è rappresentato dalla presenza delle fibre ottiche, che consentono di catturare immagini ad altissima definizione praticamente in tempo reale.
Tutto ciò migliora la qualità dell’ispezione e riduce sensibilmente le tempistiche delle operazioni.
Come funziona l’endoscopio flessibile di Fiber Optic?
Il sistema ottico del fibroscopio è costituito da un fascio di fibre di vetro coerenti. La singola fibra è formata da un nucleo di vetro ricoperto da una pellicola protettiva, sempre in vetro, ma con indice di rifrazione più basso.
La differenza di rifrazione fa sì che i raggi di luce, che percorrono la fibra, siano riflessi dalla pellicola protettiva dando così luogo alla trasmissione dell’immagine sotto forma di pixel.
Nel catalogo di Fiber Optic troverai una vasta gamma di endoscopi adatti a qualunque genere di applicazione industriali (settore dell’edilizia compreso) e dotati di diametri in grado di ispezionare anche le cavità più piccole.
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